La frutta fa bene al nostro organismo?

La frutta fa bene al nostro organismo? Tefiti Lissone.

Fresca, buonissima, salutare per molti. Troppo zuccherina, “fa ingrassare”, per altri. La frutta è un argomento attorno a cui c’è molta disinformazione, vediamo allora di fare chiarezza e di massimizzarne i benefici, allontanando qualche falso mito e prendendo le giuste precauzioni.

 

Partiamo dal fatto che non esiste una risposta assoluta e univoca a molte delle domande che possiamo farci, ma sicuramente possiamo stilare delle utilissime linee guida. Partiamo da un’affermazione semplice, ma incisiva: la frutta fa bene.

 

Piuttosto che parlare di un limite massimo, semmai, è opportuno parlare infatti di un limite minimo, sotto il quale non scendere. In linea generale la quantità consigliata va dalle 3 alle 5 porzioni al giorno, possibilmente di frutti diversi tra loro per una maggiore varietà alimentare.

 

Il consumo di frutta è importante per diversi motivi, il più importante di tutti è la prevenzione di carenze alimentari. La frutta contiene una grande quantità di acqua, vitamine e sostanze antiossidanti che aiutano il corpo ad aumentare le difese immunitarie, garantendo forza ed energia per la vita di tutti i giorni. Importante è anche la modalità di consumo: da preferire sempre il consumo di frutta fresca a quella cotta o essiccata, perché più ricca di tutte quelle sostanze preziose elencate in precedenza, mentre nella variante cotta vengono meno grandi quantità di vitamine e minerali e in quella essiccata grandi percentuali di acqua.

 

Una delle questioni centrali è quella temporale: quando consumare la frutta?

 

Rispondendo sempre in linea generale: lontano dai pasti, senza però che questa risposta venga estremizzata. Consumare un frutto alla fine di un pasto non è infatti vietato. Nella gran parte dei casi assumere frutta a fine pasto può anche apportare benefici come il rallentamento del rilascio di zuccheri nel sangue, la protezione del cibo ingerito in precedenza da eventuali danni ossidativi, il miglioramento dell’assorbimento del ferro contenuto nelle verdure (soprattutto con la frutta ricca di vitamina C).

 

Il consumo ai pasti è sconsigliato sicuramente a chi soffre di particolari disturbi e patologie legate al sistema gastrointestinale, come la sindrome dell’intestino irritabile: alcune sostanze contenute nella frutta (in maniera particolare gli oligosaccaridi e le fibre) possono rallentare il transito del cibo nel tratto e favorire la formazione di gas e gonfiore. La gran parte degli specialisti consiglia di concentrare il consumo lontano dai pasti e un momento decisamente vincente è la merenda.

 

Il consumo di frutta come spuntino è una soluzione ottima per gustare qualcosa al tempo stesso dolce e poco calorico, spezzando la fame e permettendoci di affrontare gli altri pasti in maniera più salutare. Lo spuntino da prediligere è la frutta di stagione, che risulta non solo più gustosa e piacevole, ma permette al corpo di rimanere idratato e offre grandi spunti di abbinamento con altri alimenti (come muesli e yogurt).

 

Con queste linee guida possiamo essere più consapevoli sul consumo di un prezioso alimento, che va integrato in un sistema di educazione alimentare e di movimento costante e controllato per essere grande alleato della nostra salute.

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